20 Luglio
2008
la tortura del trasporto cavalli effettuato in
modi illegali (su van, trailer o
camion).
Parliamo del trasporto
cavalli che dalla Spagna e dai paesi
dell’Europa dell’Est, con viaggi anche di 48
ore non-stop, arrivano in Italia senza aver
mangiato né bevuto e con temperature che,
nei mesi caldi, superano anche i 40°. Si
tratta ovviamente di trasporto cavalli
effettuato in modi illegali (su van, trailer
o camion), e non ha senso dire che tanto
quei cavalli stanno andando al macello. Il
nostro paese è quello dove si registra il
più alto consumo di carni equine, anche se
fortunatamente il trend degli ultimi dieci
anni è in flessione.
Il trasporto
cavalli vivi con destinazione il macello
è un atto di crudeltà pura e semplice,
niente di simile a quanto prevede la legge
europea che impone che i cavalli siano
tenuti in box singoli durante il viaggio a
mezzo trailer o a mezzo van e siano fatti
scendere ogni 6/8 ore per abbeverarsi e
muoversi un po’. A seguito delle tante
pressioni esercitate dalle Associazioni
animaliste, la Commissione Europea
competente ha appena proposto norme più
severe e stringenti tese a ridurre i tempi
di viaggio e soprattutto la densità di
carico dei cavalli che vengono portati al
macello.
Oltretutto le inutili sofferenze inflitte in
questo tipo di trasporto ai cavalli, si
traducono in una minore qualità della carne e,
di conseguenza, anche in gravi problemi di
salute dei consumatori. Ma soprattutto,
parliamo di inutile crudeltà perché il
trasporto cavalli vivi potrebbe essere
tranquillamente sostituito dal trasporto di
carni refrigerate.
Sicuramente i
consumatori non sono affatto informati sulla
provenienza di questa carne, tanto che
l’acquisto della stessa avviene esclusivamente
dal macellaio di fiducia dove si va chiedendo
carne “fresca”. I consumatori non sanno nulla
delle condizioni oscene in cui un trasporto
cavalli porta le bestie dalla Lituania in
Italia. Nessuno di noi si chiede cosa succede
dentro quei trailer o quei van che incontriamo
sulla strada e che recano la scritta trasporto
cavalli sulle fiancate.
Le conseguenze
alimentari di queste inutili crudeltà sono
principalmente due: anzitutto la enorme fatica
a cui sono sottoposti i cavalli durante il
trasporto, fa consumare loro grandi quantità di
glicogeno e questo rende le loro carni dure,
secche e scure. E spesso presentano anche
ecchimosi e lesioni varie. Inoltre spesso le
carni macellate presentano tracce di
salmonella, che possiamo riconoscere dal loro
aspetto pallido e molle.
Una ricerca della
FAO ha stabilito che il
trasporto
cavalli su lunghe distanze è un
micidiale mezzo di diffusione di malattie. Il
maltrattamento subito dai cavalli li rende più
soggetti alle infezioni. Una ricerca effettuata
da università americane ha stabilito
strumentalmente che già dopo soli 45 minuti
dopo che i cavalli vengono ammassati su un
camion il livello di salmonella nelle feci sale
fino quasi al 50% in più rispetto al momento
della partenza, e la percentuale di cavalli
infetti che arrivano al mattatoio è di circa il
90%. Per non dire di quanti decessi avvengono
già a bordo dei camion o subito dopo
l’arrivo.
|
|