27 Luglio
2008
Esistono molte prove che vengono effettuati
trasporto cavalli che non tengono conto delle
direttive comunitarie.
Secondo una associazione tedesca che si fa
carico della difesa degli animali, “Animals
Angels”, esistono molte prove di trasporto
cavalli che non tengono conto delle
direttive comunitarie in materia. E questo
anche da parte di aziende di trasporto cavalli
italiane. Questa Associazione si occupa da
molto della redazione di un dossier in cui sono
elencate numerose infrazioni nel trasporto di
cavalli in ambito europeo.
Il Regolamento
che disciplina il trasporto di cavalli, nei
percorsi che superano le otto ore, sia che
si usi un trailer sia che si usi un van,
stabilisce chiaramente che in questo tipo di
trasporti i cavalli devono essere tenuti in
stalli individuali, escluse le femmine che
possono essere tenute con i loro puledri.
Secondo la Commissione Europea competente in
materia, le corde o i tappeti non possono
essere considerati elementi idonei alla
definizione di stalli individuali.
Nei casi di trasporto di cavalli irregolari che
sono stati rilevati dalla Associazione “Animals
Angels”, mentre sono diversi i Paesi di
partenza, unico è lo Stato di arrivo del
trasporto cavalli censito: l’Italia. Mentre per
fortuna, non sono solo italiane le aziende di
trasporto cavalli coinvolte nelle
irregolarità.
Ciò che “Animals Angels” chiede è:
-
Ricordare alle aziende che si occupano di
trasporto
cavalli che nei viaggi lunghi i
cavalli devono essere tenuti in stalli
individuali ricavati all'interno del van
o de trailer
-
Occorre che le autorità competenti a
rilasciare autorizzazioni al trasporto dei
cavalli, revochino le concessioni ad
operare a quelle aziende che non rispettano
tale obbligo
-
Stabilire e imporre multe importanti nei
casi di infrazione alla norma
-
Rifiutare l’omologazione al trasporto di
cavalli a quei trailer e a quei van che non
siano provvisti di stalli
individuali.
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